Guarda come schizzo mamma

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Enrica non perse tempo e le si mise sotto, fra le cosce ed i glutei leccandola e succhiandola con foga, la fica, il clito, il culo. Quando si sollevò dal divano per incollarsi con la sua schiena al mio petto, mentre continuava a roteare le chiappe sfondate dal mio cazzo, non resistetti più. Entro in casa ancora confuso, prendo un bicchiere e mi verso una buona dose di scotch con ghiaccio indeciso se parlare di quanto accaduto con Rosa. Lei sarà sempre presente nei miei pensieri ma … non c’è, non vive come non sto vivendo io ma … io respiro e vorrei tornare a vivere. Effettivamente sembrava che il sottomesso fossi io e lui di questo ci soffriva ma non quanto me. Poi si alzano ed entrano in acqua. Era già eccitata e si strusciava la fica sulla mia coscia, mentre con una mano mi segava. “Francesca vengo vengo . . Durante questo sessantanove lei riuscì a far resuscitare il mio cazzo lasciando solamente quelle due o tre volte per gridare il suo orgasmo. ” Ecco sono rimasto inculato! Però se potrò avere quindici venti giorni di libertà ne vale la pena. Le poggiai il cazzo tra le tette, lei le strinse fino a farlo sparire e cominciai a chiavarla sul petto. Rosa riappare accanto a me come per magia con un addosso un soprabito nero invitandomi a seguirla. Non perse tempo a strizzarglieli. Il mio sperma uscii copioso e copri il suo viso, la sua bocca e il suo seno, non avevo mai sborrato cosi tanto.

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