Diario di un rapporto molto particolare. – 10

Diario di un rapporto molto particolare. – 10

Avevo bisogno di una doccia, ma prima sistemiamo la cucina, controlliamo il rubinetto che aveva appena riparato … la lavastoviglie si è rotta e il tecnico non ci ha ancora nemmeno risposto al telefono … da una settimana. Glielo tirò fuori dalla chiusura lampo e sospirando abbassò la testa e lo guardò. Si abbatté a quattro zampe sull’ amico e se lo chiavò in bocca, come stesse sverginando una fanciulla. Portavo sempre un fazzoletto in tasca dei pantaloni, proprio perché se avessi dovuto sborrare senza sporcare da qualche parte, lo avrei potuto fare…ero quasi li per venire, ero così eccitato che decisi di sgocciolare tutto il mio sperma nel bustino, fu favoloso. Ha deciso! Se ci piacerà la situazione e la persona, la scopata è sicura: niente tentennamenti. Brividi, violenti come fitte, salivano per la schiena della ragazza, ormai vinta e completamente impreparata a quelle sensazioni del tutto nuove. Lei guardava le stelle e senza più remore si dava, totalmente, mentre con la destra si faceva un ditalino languido, quasi distratto: come fosse una ragazza annoiata, sola sul divano che cerca il piacere solitario. Il controllore mi fece passare senza chiedere un documento, wuaoo…che figo…entro in galleria e quasi immediatamente vedo una metà della sala, formata da coppie e l’altra metà, formata solo da uomini. E così allo stesso modo vorrei proteggere e salvaguardare la felicità di Floriana. Intanto, il povero Simone sbarcava il lunario alla meglio e soprattutto essendo chiuso e schivo: non batteva chiodo. – Ho la macchina qui vicino. Il lunedì pomeriggio se ne andò a casa di un’ amica. Il giovanotto da dietro, strabuzzò gli occhi, rimanendo impietrito: non riusciva a concepire con chiarezza quell’ immagine da sogno, che gli si parava davanti. Il marito credette di non farcela quando vide Melania accostarsi a Nicola e parlargli sorridendo, capì subito cosa si erano detti, perché la donna gli permise di lasciare il posto che gli aveva riservato e, portandolo, per mano, lo condusse, poco più in là, presso l’ albero di noci che svettava sul sentiero. Non sapevo se potevo azzardare una decisa palpata e quindi iniziai a toccarla con dolcezza, poco dopo la sentii umida, all’asiatica, le piaceva farsi toccare

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